E’ morto Giorgio Squinzi, patron della MAPEI. Squinzi è uno di quei personaggi tipici della provincia italiana, concreti e laboriosi. Persone capaci di creare un impero industriale, quasi dal nulla. Con la morte di Squinzi, muore anche un grande uomo di sport oltre che capitano d’industria. Squinzi nella sua carriera vanta anche la massima carica di Confindustria

Una passione innata per lo sport

La sua passione nello sport ha due grossi capisaldi il calcio e il ciclismo. La sua industria ha patrocinato ed è stata vicino economicamente a tutti i più importanti eventi sportivi che si sono organizzati in Italia negli ultimi quattro lustri.

Il ciclismo

La sua azienda di Sassuolo ha sponsorizzato, come partner unico, per dieci anni la Mapei, squadra professionistica di ciclismo che ha potuto vantare tra le sue fila campioni come: Bugno, Bettini, Ballerini, Bortolomai, Tonkov e Rominger. Ha vinto decine e decine di corse, la Vuelta e i campionati nazionali, con i suoi corridori, in oltre dieci nazioni.

Il calcio

Squinzi era  tifoso del Milan. Più volte gli fu chiesto di entrare nella società rossonera, ma desistii. Nel 2002 fino alla morte è stato il proprietario e sponsor unico della squadra del Sassuolo. Con la squadra neroverde è stato l’artefice politico e manageriale del grande miracolo sportivo della compagine romagnola.  Il Sassuolo sotto le sapienti mani di Squinzi è riuscita a salire dalla serie C2 alla Serie A. Memorabile fu la qualificazione all’Europa League nel 2016, dove uscì senza aver demeritato, battendo squadre molto più blasonate.

Emorto uno degli ultimi patron d’impresa e di sport con una visione romantica. Con la morte di Squinzi muore la figura dei presidenti sportivi figli della propria terra.  Muore un industriale vero e un uomo di sport che ha creato un indotto economico, ma soprattuto culturale ed umano per la sua terra e per l’intera Italia.