FONTE ORISSONTESCUOLA.IT

Con l’inizio di dicembre, si torna a parlare di pensionamenti. Quelli che nel comparto Istruzione l’anno prossimo avranno una consistenza da record.

Oltre alle canoniche uscite, derivanti della pensione di vecchiaia e d’anzianità, si aggiungeranno le tante prevedibili domande di docenti, Ata e dirigenti scolastici che detengono i requisiti per aderire ai vari sistemi attivi di uscita anticipata dal lavoro: si tratta di decine di migliaia di dipendenti interessati ad Opzione Donna, Ape Social (che nella scuola è ingiustamente prevista solo per i maestri delle scuola dell’infanzia) e Quota 100. Quest’ultimo, riservato a chi ha almeno 62 anni e 38 di contributi, dovrebbe far liberare almeno altri 30 mila posti in più rispetto ai 27 mila già rimasti vuoti per via delle adesioni del 2019 mai colmate. Considerando il turn over “naturale”, solo tra i docenti si rischia concretamente di arrivare a 100 mila posti a tutti gli effetti vacanti da rimpiazzare. I quali si andranno ad aggiungere ai 150 mila che continuano a permanere in organico di fatto (60 mila solo su sostegno). In tutto, si tratta di 250 mila insegnanti precari, dunque almeno 50 mila in più di quelli che sono serviti nel 2019 e che tra l’altro ancora devono essere tutti contrattualizzati, con ampio ricorso alle Mad e agli annunci su internet, social compresi.

“Quota 100”, il sistema introdotto un anno fa dal M5S e Lega per favorire l’accesso alla pensione di coloro che detengono almeno 38 anni di contributi riconoscibili e 62 anni di età, in vigore fino al 2021, e che nei giorni scorsi l’Ocse ha assurdamente contestato, potrebbe “regalare” alla scuola un turn over davvero storico. Perché ai posti liberatisi l’anno passato, mai assegnati, né per la mobilità né per le immissioni in ruolo, nel 2020 si andrebbero ad aggiungere anche quelli delle domande che si presenteranno a breve.

IN ARRIVO LA CIRCOLARE SULLE PENSIONI

A questo proposito, la rivista Orizzonte Scuola conferma che “la prossima settimana il Miur emanerà la circolare annuale per la presentazione della domanda. Ricordiamo che le domande da presentare, per avere l’assegno pensionistico da settembre 2020, sono due: una su Polis – la data di scadenza sarà indicata dal Miur – una all’INPS”. Con questi presupposti, effettivamente, è molto probabile che la prossima estate vi sia un turn over maxi nella scuola: un ricambio che però rischia di essere vanificato da un sistema di reclutamento antico e sempre più inefficace.

L’UTILIZZO DEI POSTI DERIVANTI DA “QUOTA 100”

Molto, per farsi trovare pronti, dipenderà dall’esito di un emendamento su “Quota 100” già approvato riguardante il decreto salva precari: il disco verde, della passata settimana, è giunto dalle Commissioni Cultura e Lavoro della Camera. Ora, però, serve quello di tutto Montecitorio: se i deputati diranno sì alla modifica 1. 107, prima dell’approdo del decreto 126 al Senato, si raggiungerà un obiettivo importante.

LA NORMA STRAORDINARIA

L’emendamento prevede che “in via straordinaria, in considerazione dei posti” che a seguito della pensione anticipata con il sistema cosiddetto “Quota 100” anche nel 2020 rimarranno “vacanti e disponibili, sono nominati in ruolo i soggetti inclusi a pieno titolo nelle graduatorie valide per la stipula di contratti a tempo indeterminato, che siano in posizione utile per la nomina rispetto alle facoltà assunzionali non utilizzate alla conclusione delle operazioni di immissione per l’anno scolastico 2019/2020”.

Inoltre, la nomina del lavoratore subentrante in ruolo avrà “decorrenza giuridica dal 1° settembre 2019 e decorrenza economica dalla presa di servizio, che avviene nell’anno scolastico 2020/2021”. Infine, chi subentrerà al personale, avrà facoltà di scegliere “la provincia e la sede di assegnazione con priorità rispetto alle ordinarie operazioni di mobilità e di immissione in ruolo da disporsi per l’anno scolastico 2020/2021”. Sulla retroattività delle nomine, tuttavia, c’è ancora da superare il veto del ministero dell’Economia e delle Finanze.