In alcune regione, coma la Basilicata, la popolazione ha rispettato rigidamente le osservazione legate al confinamento. L’ho fatto in maniera diligente e anche per un distanziamento sociale che è insito nella conformazione geografica del suo territorio.

Un territorio relativamente esteso con 131 comuni poco abitati, distanziati da decine di chilometri con una densità rada, hanno aiutato in questa delicata fase, rispetto a territori con una presenza antropica molto più diffusa.

Un pò ha aiutato anche una certa abitudine a stare in casa i quei comuni dove le occasioni prosociali non sono così diffuse.

Oggi, con la seconda fase, dove il senso di responsabilità al dovrebbe far da padrone rischiamo di pagare il conto. Non avendo un “inibente” autoritario che ci costringa a rispettare delle regole senza sconti, il libero arbitro potrebbe prendere il sopravvento.

Dopo solo una settimana dal 4 maggio, sono troppe le persone che girano liberamente senza mascherine e in forma associata. Solo sabato sera tutti abbiamo potuto vedere gruppi di 5 o 6 persone aggirarsi rigorosamente senza mascherine.

Ora non si può sbagliare: cortesemente LIBERALIZZATE IL PIù POSSIBILE, MA RENDETE OBBLIGATORIE LE MASCHERINE!