Italia Viva
Si chiama Italia Viva, è pronta da tempo. Renzi tentennava, non riusciva a trovare l’attimo fuggente, il momento. Presentare I.V. prima della formazione del Conte bis, significava non farlo partire. Il varo doveva avvenire dopo. Renzi aveva di fatto mollato il PD da tempo. Da tempo, sul territorio, stava cercando di formare comitati (con risultati poco lusinghieri in verità), senza trovare grossi consensi e motivazioni, nemmeno tra i suoi. Oggi cambia tutto, con Italia Viva che potrebbe avere un ruolo di governo, molti privi di una “casacca” potrebbero confluire verso la nuova compagine. Non c’è da stupirsi se nella prossima Leopolda il red carpet diventerà di nuovo affollato, da chiunque.
Chi sono i veri sconfitti?
FI, è forse il partito che rischia di pagare di più la presenza di un nuovo partito con vocazione centrista. Rischia, infatti di essere “cannibalizzata” dalla Lega a destra e molti suoi parlamentari potrebbero trovare più comode le sponde della nuova proposta di Renzi. Il M5S non sappiamo se riuscirà a continuare a trovare consensi diffusi come prima, l’accordo con il PD lo pone in una situazione di evidente debolezza. Grillo deve trovare quanto prima un leader dopo Di Maio. Non sappiamo se il comico sia molto convinto su Di Battista e su un suolo ruolo di capo politico.

Il governo Conte bis durerà tutta la legislatura. Perché? Perché conviene a tutti. Conviene anche a Salvini, così ha la possibilità di poter crescere nei consensi o di mantenerli, dopo il passo falso di fine Agosto.

Conviene, ovviamente a Renzi, di nuovo tornato centrale nel dibattito politico. Renzi avrebbe lasciato il PD anche se avesse ottenuto tutti e 41 i sottosegretariati. Oggi, il suo partitivo che in termini elettorali vale pochissimo, è l’ago della bilancia del governo. I.V. non farà cadere il governo, non gli conviene, lo terrà in stallo fino al termine del mandato, per cercare di crescere e di avere consenso in termini elettorali. Non è da trascurare la partita delle 400 nomine. Il governo terrà, anche per l’innumerevole presenza di “peones”, i quali devo “ottimizzare” a pieno il miracolo elettorale del 4 Marzo.

Chi è il vincitore dell’accordo PD e M5S?
In Italia, si passa facilmente dalle stelle alla polvere. Subito dopo l’accordo, Renzi è stato osannato come una sorta di nuovo Macchiavelli della Politica. Tutti gli riconoscevano il ruolo di ispiratore dell’accordo e di aver messo all’angolo Salvini. Il giorno della diaspora con il PD e della nascita di Italia Viva, il Matteo d’Arno è divenuto di nuovo il motore d’interessei personali. La politica è fatta di consenso, Renzi ha trovato, per demerito altrui, l’unica strada per tornare in auge e darsi un nuovo profilo di leader. Non avrebbe avuto senso per lui andare al voto. Oggi è nel governo perché alcuni suoi fedelissimi sono al governo: Guerini, Bellanova ed alcuni sotto segretari, è nel PD, Lotti non ha certo diviso il suo destino dall’amico di sempre. Ma è soprattutto colui il quale avrà una sedia al tavolo della maggioranza alla pari di Zingaretti e di Di Maio.

Quali saranno gli sviluppi
Non è facile prevedere quello che accadrà, quali saranno i partiti che cresceranno e chi riceverà dei contraccolpi dopo il Conte Bis. Oggi Salvini e la sua Lega sono ancorati ad un 35% di presunti consensi (ultimi sondaggi AGW). Il partito di Renzi potrebbe prendere piede e trovare consensi moderati, vista la fluidità dell’elettorato. Il senatore di Firenze, fino ad Agosto era in un angolo ed ancorato, solo, ai suoi gruppi parlamentari e a fedelissimi che difficilmente avrebbero trovato una riconferma in un voto anticipato. Oggi, si trova ad essere la terza stampella del governo, insieme al PD e al movimento 5 stelle. Mentre i LEU con il nuovo scenario che si è creato, lentamente potrebbero ritrovare una collocazione all’interno del PD.