Il capodanno RAI in Basilicata sta diventando una guerra di campanile. Sono tanti i territori regionali che vorrebbero ospitarlo. La regione non riesce a prendere una decisione a due mesi dall’evento. L’inevitabile dibattito si sta tramutando in accordo e propria polemica tra i due capoluoghi di provincia: Potenza e Matera.

edizione 2018

Per l’anno che verrà la regione ha investito 3 milioni di € su 5 anni
La Giunta regionale presieduta da Macello Pittella sottoscrisse un accordo pluriennale con la dirigenza di via Mazzini, per ospitare nelle piazze lucane il capodanno organizzato dalla televisione di stato. L’intento dell’investimento era di promuovere il territorio, con una operazione di marketing turistico integrata. Oltre al capodanno, la regione Basilicata ha sottoscritto un accordo con la dirigenza RAI per la promozione di una miriade di piccoli eventi territoriali. La regione Basilicata ha istituito, per l’occasione, un apposito ufficio presso la presidenza della giunta. Il primo capodanno fu ospitato a Matera, poi l’evento si spostò nel capoluogo di regione a Potenza, successivamente toccò a Maratea, la perla del Tirreno. Arrivò il capodanno del 2018, quello del passaggio al 2019 e l’abbinamento con Matera, capitale della cultura europea 2019 sembrò scontato, e l’evento ritorno tra i sassi. Subito dopo la conclusione dell’evento, nei primi mesi del 2019, è cresciuta la concorrenza per la location dell’anno 2019. Da una parta c’è Matera che chiude l’anno europeo, dall’altra il capoluogo che rivendica la sua centralità, poi ci sono i territori esclusi come quelli del Vulture-Melfese che hanno una loro specifica vocazione turistica ed eno-gastronomica da far valere, oltre a un peso politico di tutto rispetto.

E’ guerra tra Potenza e Matera ed ora si inserisce anche la Val D’Agri
Negli ultimi mesi sta crescendo anche la pressione della Val D’Agri e del polo estrattivo del Cova, forte del peso politico ed economico derivante dalla vicinanza di alcune multinazionali petrolifere che sosterrebbero a mani basse la manifestazione. A pochi mesi dall’evento la vicenda si sta complicando. Il Vulture-Melfese e l’area del Metapontino stanno facendo pressioni dall’alto della propria vocazione turistica, e soprattutto perché sono state escluse dal primo giro di assegnazione dell’evento. Il consigliere regionale Acito, eletto a Matera, ritiene che bisogna ritornare all’accordo originario, con Matera individuata come location fissa per tutti e 5 gli anni. Lo stesso Acito, lamenta di trovare scorretto riassegnare a Potenza la manifestazione “l’anno che verrà”, come i rumors fanno trapelare. Il consigliere, suggerisce che in alternativa a Matera, sarebbe il caso di valorizzare il Metapontino. La polemica è davvero intensa, a tratti stucchevole e anacronistica. Lo stesso Acito l’ha definita “da asilo Mariuccia”. A complicare le cose, nella competizione si è inserito anche un protagonista d’Italia Viva che sponsorizza la Val D’Agri. Secondo il politico locale Sanchirico, la Val D’Agri merita l’evento per una sorta di compensazione ambientale, la valle, secondo il tesserato di I.V. è conosciuta solo per il Cova (il sito petrolifero su terra ferma più grande d’Europa), con l’arrivo della RAI e del suo Capodanno, la valle potrebbe riscattarsi.

Il 31 dicembre sta arrivando, è facile immaginare che gli italiani e i lucani avranno altro a cui pensare in questo momento. Siamo facili profeti se pensiamo che per loro dove passare il cenone o dove scandire il countdown finale per la fine dell’anno, in questo momento non sia al vertice dei propri pensieri.